titolops 2

Gradi di libertà continua l’esplorazione delle botteghe artigiane presenti nel territorio

e l’avvio di nuove collaborazioni.  Il proposito è quello di dare spazio ad una domanda

di sviluppo della propria creatività, sostenendo il desiderio di dare forma a qualcosa

che si ha in mente ma non esiste ancora.

Complesso il desiderio di realizzare!

Abbiamo pensato alla formula dei laboratori, al gruppo e a incontri che possano facilitare

la condivisione, il venire alla luce, il realizzarsi di queste idee.

I nostri laboratori vogliono promuovere una convivialità produttiva di cose belle.

Maria Lai riprendendo una leggenda della tradizione sarda, racconta della fantasia,

una capretta che conduce il suo pastorello verso sentieri che non esistevano prima

di percorrerli insieme. Osservare cielo e nuvole è il desiderio del pastorello,

ma cosa succede se il cielo si rabbuia e con esso i pensieri?

Nella leggenda il pastorello dubita di se stesso e pensa di aver sbagliato tutto.

Dove va a finire la capretta della fantasia in questi momenti?

Ci occuperemo di ritrovare il filo e con fiducia proseguire passo dopo passo.

L’anno scorso abbiamo pensato ad un laboratorio di sartoria, a partire dalla parola RICUCIRE.

La metafora evocava rapporti difficili, ferite, progetti naufragati,

ma anche desiderio di realizzare, provando a farlo insieme ad altri.

Quest’anno, insieme alla sartoria e sempre mantenendo il filo  al centro del nostro

interesse, proponiamo anche un altro laboratorio, uno spazio in cui, a partire

dall’interesse per un’attività manuale, creativa, possano nascerne altri, che intuiamo

siano presenti e vadano sostenuti, facilitando allo stesso tempo lo stare insieme

e il mettersi in gioco. Vogliamo partire dal nostro incontro con Maria di Benedetto, maestra artigiana

che abbiamo conosciuto l’anno scorso ad una fiera della creatività, nella ricerca di

ispirazione per i laboratori.

Maria si occupa dell’arte antica del tombolo con una visione colorata, giocosa e ironica.

collane cubetti e collane corallo

 

L’abbiamo richiamata dopo un anno e ha accolto subito incuriosita la nostra proposta

di collaborazione. Ci riceve nella sua bottega su strada una mattina luminosa

di settembre, in un vicolo che sembra anch’esso un luogo segreto, che si deve cercare

con impegno, non ci si passa per sbaglio.

Entriamo come in un altro tempo,la bottega il tempo della pazienza,

ci sono alcune allieve che stanno lavorando con i loro fuselli,

concentrate, dedite al loro progetto.

Maria ci invita in disparte e sottovoce ci comincia a parlare

del taccuino che tiene vicino al letto e ci mostra le sue opere,

alcune realizzazione delle immagini sognate.

Il suo laboratorio si chiama “Sogni nelle mani”. Ci conquista in un attimo.

Dice “Io devo cambiare sempre, mi annoio a fare le stesse cose!” Sorridendo come una bimbetta.

Le sue creazioni nascono dalla passione e dal desiderio di tramandare l’arte del tombolo

per realizzare oggetti che parlino del presente, nuove forme per le trame antiche del merletto.

arcobaleno animale marino 22627463_10214668750300674_602641917_n

 

 

 

 

Insegna a chi lo desidera tutto ciò che sa sull’arte del ricamo, del cucito, del merletto

non ponendosi limiti. Ci dice di aver insegnato il tombolo anche a persone non vedenti,

a persone senza braccia, ad anziani e anche bambini.

Il tombolo è per lei un modo per concentrarsi sul presente e allo stesso tempo

viaggiare con la mente. Ognuno può apprendere in base alla sua capacità, velocità,

situazione, inventa nuovi modi per insegnare se dall’altra parte c’è chi vuole imparare,

poi dice “non è affatto difficile come sembra, ci vuole però passione e pazienza.

La cosa più difficile è avere il coraggio di provare”.

Facendosi seria ci racconta alcune situazioni in cui dare fiducia alle persone sulla capacità

di usare il tombolo è stato un intervento che si è rivelato terapeutico.

Pensiamo ad un lavoro insieme a lei in cui dare spazio anche alle storie e alle parole

delle persone che partecipano. Lei annuisce dicendo “proviamo”.

Andando a ritroso nei ricordi, ci regala un’immagine di lei bambina al centro della

piazza di Isernia, seduta alla fontana Fraterna ad ascoltare il suono dei fuselli creato

da tutte le signore che lavoravano il tombolo nelle vicoli adiacenti la piazza.

“Rimanevo ore ad ascoltare quello che per me era un concerto, era quella musica

che mi ha incantato all’inizio, non tanto gli oggetti che si potevano creare con il tombolo…

Era quella musica che desideravo ricreare, per poterla riascoltare, per non farla finire”.

 

Abbiamo invitato Maria nella sede del nostro studio in zona S.Giovanni

lunedì 11 dicembre dalle 10:00 alle 13:00 per un incontro introduttivo al tombolo.

La partecipazione alla giornata è gratuita ma occorre prenotarsi perché i posti sono limitati.

Si può chiamare il numero 342.9400391 o scrivere a segreteriaroma@gradidiliberta.it