G. Marchegiani da  “il campanellino d’argento”2017

Riflessioni sui Laboratori di Gradi di libertà:

alcuni sentieri nascono quando si percorrono insieme

Simona Sacchi  novembre 2017

Che significa che le persone oggi sentono l’esigenza di esperienze creative?

Pensiamo al rischio della fantasia di evasione, alla fuga dalla relazione con la propria vita vissuta come insoddisfacente. Pensiamo anche alla speranza di un cambiamento, alla ricerca di qualcosa che possa aiutare a riorganizzare e reinserire la creatività all’interno della propria esperienza. Matte Blanco ci dice che per il modo di essere inconscio non fare attività creativa nella propria vita può essere sentito come non esistere. E’ una dimensione vitale, per quanto può essere anch’essa sentita come problematica, conflittuale.

Pensiamo alla creatività come qualcosa che ha a che fare con la generatività, cioè a quella capacità di combinare elementi diversi della realtà per giungere a qualcosa che non c’è ancora. Quella capacità di partire da ciò che c’è per costruire qualcosa di nuovo.

Abbiamo pensato a delle attività, un po’ nate dall’incontro con delle storie,  di chi secondo noi incarna questo modo di stare nelle cose, qualcuno che attraverso la propria esperienza ci può aiutare ad approfondire il tema della creatività e di ciò che significa oggi per molte persone avere l’esigenza di esperienze creative e di sviluppare questa particolare competenza.

Diceva Maria Lai in una leggenda sarda raccontata all’interno di uno dei suoi libri cuciti, che dall’incontro delle Janas, fate nate da una scintilla divina, del rigore delle api di cui presero le sembianze e della pazienza delle donne nacque la tessitura. Scintilla divina, rigore e pazienza sono per lei gli elementi base della creatività.

Decidiamo dunque di partire per questa avventura dei laboratori, seguendo letteralmente il filo e recuperando che nella nostra storia nazionale il tessere, il cucire, il ricamare è stato un modo attraverso cui le donne si sono emancipate da una posizione sociale subalterna e fatta di lavori pesanti, inventandosi un lavoro accettato, gratificante e retribuito. Creativamente diremmo.

L’esperienza della nostra insegnante di tombolo è questa, ed anche il suo messaggio e il suo modo di stare nel rapporto con i suoi allievi, lei tramanda un’arte e insieme a quella una storia di come creativamente è riuscita a costruire un’alternativa nella sua vita proprio a partire da quello strumento che era lì, a portata di mano e che ha costituito il gancio della realtà da cui partire per realizzare i suoi desideri, che si costruivano mano mano nel suo cammino.

I desideri stanno nelle relazioni e nella loro possibilità di svilupparsi.  Alcuni sentieri sono come i desideri, nascono quando si percorrono insieme.

Anche questo vorremmo condividere e sperimentare nei nostri laboratori insieme a chi parteciperà.

Vorremmo  creare le premesse per  sperimentare una convivialità produttiva di cose belle

andando incontro ad una domanda che abbiamo definito di sviluppo della creatività.

Creatività anche nel promuovere la nostra professione, di occuparsi dei problemi sociali a partire da come le persone li vivono e se li rappresentano

accostandoci ad altre visioni del mondo, ad altri paradigmi.

 

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